Nuovo codice dello spettacolo, una legge a sostegno della cultura

Scritto da enrico englaro on . Postato in News dal Parlamento

La legge delega al Governo sul riordino dello spettacolo - derivante dallo stralcio dell’articolo 34 del testo originario "Disciplina del cinema, dell'audiovisivo e dello spettacolo e deleghe al Governo per la riforma normativa in materia di attività culturali" - costituisce una risposta adeguata ad un settore che attende una riforma organica da oltre trent’anni. La scorsa settimana con il voto definitivo alla Camera siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante, perchè si agisce sui settori direttamente coinvolti nella creazione e realizzazione della cultura e dell'arte. Gli elementi più importanti della riforma, che mi preme evidenziare, sono:

-la piena attuazione della Costituzione della Repubblica, dei trattati dell'UE e delle convenzioni dell'UNESCO al fine di promuovere e sostenere lo spettacolo, nella ricchezza delle sue diverse espressioni (dal cinema, alla musica, alla danza) quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura ed elemento di coesione e di identità nazionale.

Lo spettacolo è insomma lo  strumento più importante per la diffusione della conoscenza, della cultura e dell’arte italiane in Europa e nel mondo; - Questa legge, questo nuovo Codice,  riconosce l'utilità sociale dello spettacolo ai sensi della legge sul Terzo settore. Quindi anche per le associazioni, le imprese e gli altri enti dello spettacolo sarà possibile usufruire degli incentivi e delle agevolazioni previste. 

Questa legge estende il settore dello spettacolo, includento la musica contemporanea popolare, la danza, i carnevali storici e le rievocazioni storiche. Oltre al riconoscimento giuridico, per la prima volta, si darà ai carnevali e rievocazioni storiche l'accesso al Fondo Unico dello Spettacolo (FUS), in quanto parte integrante del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese. 

Mi sembra importante sottolineare, inoltre, che saranno favorite professionalità specifiche nell'insegnamento e verranno sostenuti percorsi formativi professionalizzanti su tutto il territorio nazionale. Con riferimento alle attività circensi, i decreti legislativi dovranno rivedere la graduale eliminazione dell'utilizzo degli animali nei circhi. Con riferimento alla promozione di programmi di educazione si dovrà destinare il 3% della dotazione del FUS alle scuole di ogni ordine e grado per la “formazione” allo spettacolo. 

Novità importanti del Codice dello spettacolo saranno:

 -l'istituzione del Consiglio Superiore dello Spettacolo, al quale organo sono attribuiti compiti di consulenza e di supporto nella elaborazione ed attuazione delle politiche del settore; 

-l'aumento progressivo delle risorse destinate alla dotazione del FUS, il quale disporrà di una dotazione di ulteriori 9,5 milioni di euro per il 2018-2019. Il fondo raggiungerà quota 22,5 milioni a decorrere dal 2020. L'intero sistema di riparto dei finanziamenti seguirà criteri di valorizzazione della qualità delle produzioni, di finanziamento selettivo per i progetti dei giovani under 35, di conservazione del patrimonio musicale, teatrale e coreutico, di promozione dell'accesso al credito agevolato, con un particolare riferimento ai giovani artisti, di valorizzazione, infine, di piani straordinari per la ristrutturazione e l'aggiornamento tecnologico delle strutture destinate allo spettacolo, con particolare riferimento nei comuni con meno di 15.000 abitanti. -l'estensione dell'Art Bonus all'intero settore dello spettacolo, il credito d'imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali a favore della cultura, oggi già applicabile alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione, è esteso anche alle erogazioni in favore di istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione - senza scopo di lucro.

Infine mi fa piacere sottolineare che la nuova legge destina specifiche risorse, 4 milioni di euro, a favore di attività culturali nelle regioni colpite dai terremoti, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. 

In allegato il dossier completo sul Codice dello spettacolo

Legge europea 2017, approvata in via definitiva

Scritto da enrico englaro on . Postato in News dal Parlamento

Nella seduta dello scorso 8 novembre, la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente, in seconda lettura, la legge Europea 2017 con 247 sì, 72 no e 44 astenuti.  La legge, secondo strumento dopo la legge di delegazione per l'adeguamento della normativa italiana a quella europea, si compone di 30 articoli che modificano o integrano disposizioni vigenti dell'ordinamento nazionale al fine di adeguarne i contenuti al diritto europeo. Il provvedimento si occupa di interventi in diversi settori:

-la libera circolazione delle merci, delle persone e dei servizi (articoli da 1 a 4);-giustizia e sicurezza (articoli 5 e 6);-fiscalità (articoli da 7 a 10);-lavoro (articolo 11);-tutela della salute (articoli da 12 a 15);-tutela dell'ambiente (articoli da 16 a 18);-energia e fonti rinnovabili (articoli da 19 a 21).

In particolare il capo III (articoli da 7 a 10) contenente disposizioni in materia di fiscalità si prevede che:

-in merito alla presentazione della domanda di restituzione dell'IVA non dovuta questa può in via ordinaria, essere presentata nel termine di due anni dal versamento della medesima imposta o dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione, a pena di decadenza. Si consente inoltre il superamento del termine, nel caso in cui sia applicata un'imposta non dovuta ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi che sia stata accertata in via definitiva dall'Amministrazione finanziaria;
-ci sia non imponibilità ai fini IVA delle cessioni di beni effettuate nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti della cooperazione allo sviluppo, destinati ad essere trasportati o spediti fuori dell'Unione europea in attuazione di finalità umanitarie.
Si estenda il regime fiscale agevolato per le navi iscritte al Registro Internazionale Italiano (RII) anche a favore dei soggetti residenti e non residenti con stabile organizzazione in Italia che utilizzano navi, adibite esclusivamente a traffici commerciali, iscritte in registri di Paesi dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo. 

Sull'utilità di avere approvato questa legge restano valide le mie considerazioni, già fatte nella precedente newsletter, riguardo all'approvazione della legge di Delegazione europea.

Per una lettura più dettagliata della legge europea vi allego il dossier di approfondimento.

Domini collettivi, approvata nuova legge a tutela dei territori

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Lo scorso 26 ottobre la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente una nuova norma che regolamenta i domini collettivi. Di che si tratta? Si tratta di dare una veste giuridica, una regolamentazione, al godimento e all'uso di estensioni di terreni, pubblici o privati, sfruttati dalle comunità locali. Parliamo di terreni incolti, boschi, prati ad uso pastorale, che nei secoli passati le comunità agricole o montane regolavano con usi, consuetudini o istituzioni locali, allo scopo di darne un beneficio all'intera comunità.

Un tema antico, spesso gestito da antiche tradizioni locali, spesso non scritte, che andava normato. Non per una semplice questione giuridica, un vezzo, ma per dare ai nostri territori strumenti giuridici adeguati per meglio tutelare il territorio e il paesaggio italiano. Grazie alla legge sui domini collettivi diamo possiamo difendere meglio il nostro patrimonio ambientale. (Roma, 7 novembre 2017)

In allegato il dossier di approfondimento

Concessioni demaniali, approvata la delega per il riordino

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Con 173 voti a favore, 82 contrari e 41 astenuti la Camera ha approvato, lo scorso 26 ottobre, in prima lettura il disegno di legge Delega al Governo per la revisione e il riordino della normativa sulle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo, che ora passa all’esame del Senato. Il testo approvato, uscito dal lavoro delle Commissioni e dalle audizioni delle associazioni di categoria, della Conferenza delle regioni, dell’Agenzia del demanio e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risulta integrato e migliorato in molti aspetti rispetto a quello iniziale approvato dal Consiglio dei ministri e presentato lo scorso febbraio. 

Si tratta di una legge importante, che esce dalle logiche emergenziali e, andando a recepire anche la normativa europea del settore, pone le basi affinchè questo settore resti solido e migliori. Stiamo parlando infatti di circa 30mila imprese balneari, spesso a conduzione familiare, che occupano circa 100mila lavoratori e rappresentano il 50% dell'intero settore turistico italiano. Una risorsa quindi da tutelare e rendere più efficiente, attraverso una riforma che favorisce lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico-ricreativa e dell'intero settore balneare.

Diverse le novità introdotte: viene riconosciuto il principio del legittimo affidamento; è previsto un adeguato periodo transitorio per le concessioni assegnate entro il 31 dicembre 2009; viene riconosciuto il valore commerciale dell’impresa; vengono salvaguardati i livelli occupazionali; vengono valorizzate le peculiarità territoriali, le forme di gestione integrata dei beni e delle attività aziendali e le professionalità acquisite, sia dai concessionari sia dai gestori. Fra i criteri premianti per ottenere la concessione: strutture a basso impatto ambientale e servizi fruibili da cittadini disabili. (Roma, 8 novembre 2017)

Per maggiori informazioni in allegato il dossier

Ok alla legge di delegazione UE 2016-2017

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Come già anticipato in precedenti newsletter la legge 234 del 2012, al fine di garantire una migliore recezione della normativa europea ed un adeguamento delle norme CEE al nostro sistema legislativo, ha varato due strumenti: la legge europea e la legge di delegazione europea. Lo scorso 17 ottobre la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge di Delegazione europea 2016-2017. 

Non si tratta di una legge piena di "tecnicismi", dove il Parlamento delega al Governo di recepire le norme UE, ma si tratta di uno strumento efficace e chiaro che ha permesso all'Italia, nell'ultimo triennio, di ridurre i contenziosi con l'Europa. Le procedure d'infrazione comminate all'Italia sono passate da 120 a 65, ed abbiamo così risparmiato 2 miliardi di euro.  (Roma, 8 novembre 2017)

In allegato il dossier di approfondimento sulla legge Delega Europea.