Propaganda fascista, ora è reato!

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Il primo provvedimento, approvato lo scorso 12 settembre, alla riapertura dei lavori della Camera dei Deputati è la legge a firma dell'amico e collega on.le Emanuele Fiano sull'introduzione del "Reato di propaganda fascista".

Si tratta di una legge nuova, ora al vaglio del Senato, che introduce nel codice penale un reato inerente la produzione e la diffusione di immagini, informazioni e simboli del partito fascista e del partito nazista tedesco. Tale provvedimento, viene reso necessario, a causa dei frequenti e pericolosi rigurgiti di forze o gruppi di persone che inneggiano al fascismo e al nazismo come ideologie pericolose e sovversive dell'ordine democratico.

E' bene ricordare che nel nostro Paese sia la legge Scelba del 1952 che la XII Disposizione transitoria della nostra Costituzione pongono il fascismo nell'alveo delle ideologie antidemocratiche, in quanto sia il fascismo che il nazismo dichiarano e mettono in essere pericolose discriminazioni razziali. Alla base della XII disposizione costituzionale troviamo il divieto, sotto qualsiasi forma, di ricostituzione del partito fascista, mentre la legge n. 645 "Scelba" (tuttora in vigore) pone in essere i reati di apologia del fascismo e il divieto di manifestazioni fasciste. Quindi, a mio avviso, e secondo tutto il Partito Democratico, che ha voluto ed approvato questa norma, questa nuova legge completa e migliora i dispositivi che la nostra Repubblica pone in essere per divendersi da dittature razziste e xenofobe.

Questi fenomeni legati all'insorgenza di gruppi neofascisti e neonazisti non deve essere sottovalutata e deve essere arginata e debellata. Se permettete lo dobbiamo alla nostra storia Repubblicana e democratica, lo dobbiamo ai nostri padri costituenti, lo dobbiamo ai partigiani e a quanti coloro, con coraggio e spirito di sacrificio, hanno combattuto il regime dittatoriale di Mussolini per consegnarci un paese civile, libero e democratico. Lo dobbiamo, infine, ai nostri figli, affinchè in Italia, non si debba mai più subire o affrontare un futuro dittatoriale. 

Mi sembra doveroso infine, stigmatizzare quanti in Aula hanno respinto, con il loro voto contrario, questa nuova doverosa legge. I numeri parlano chiaro: i voti a favore sono stati 261, i voti contrari 122 e 15 gli astenuti. Hanno votato a favore Pd, Ap, Mdp, Sinistra italiana, Civici e Innovatori, Ds-Cd. Hanno votato contro M5S, FI, Lega, Fratelli d'Italia e i verdiniani. (Roma, 20 settembre 2017)

Per un approfondimento puntuale della legge rimando alla scheda allegata.

Stop vitalizi, contributivo per tutti. La Camera dice sì

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La Camera ha recentemente approvato la cosiddetta “proposta Richetti”, una riforma del trattamento pensionistico dei parlamentari e degli altri eletti, che prevede due modifiche principali: la riduzione dei vitalizi percepiti dagli ex parlamentari e l’innalzamento dell’età pensionabile per i parlamentari attuali e futuri. La proposta è stata approvata con 348 voti favorevoli e 17 contrari. Hanno votato a favore PD, Movimento 5 Stelle, Civici Innovatori, ALA-Scelta Civica, Fratelli d’Italia, Sinistra Italiana-Possibile e Lega Nord. Forza Italia (fatta eccezione il voto favorevole di qualche "big" come Gelmini o Santanchè) non ha votato, MDP e Alternativa Popolare si sono astenuti. La legge ora dovrà passare in Senato, dove speriamo di riuscire ad approvarla definitivamente prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.

La nuova norma prevede di ricalcolare con il metodo contributivo l’importo dell'assegno degli ex-parlamentari. Significa che essi riceveranno un assegno proporzionato ai contributi che hanno versato e non calcolato sulla percentuale dei loro ultimi stipendi. Secondo i calcoli dell’Inps, ci sarà una riduzione del 40%: annualmente gli ex parlamentari passeranno dal ricevere una media di 56.830 euro a una media di 33.568 euro. Grazie a questa legge, se approvata in via definitiva, lo Stato dovrebbe risparmiare circa 70 milioni di euro l’anno.

A scanso di equivoci è bene chiarire che con la riforma dei Regolamenti interni delle Camere del 2012 i vitalizi erano stati aboliti e sostituiti da una pensione col metodo contributivo, quindi proporzionale agli anni ed ai contributi effettivamente versati dal parlamentare. Grazie a questa norma si estende il principio del metodo contributivo anche agli ex-parlamentari precedenti a questa legislatura. E' possibile quindi affermare che il vitalizio viene definitivamente abolito! Sottolineo, infine, che anche le Regioni e le province a statuto autonomo dovranno adeguarsi a tale disciplina. Sui vitalizi, insomma, il movimento grillino chiacchiera mentre il PD vara i provvedimenti!  (Roma, 1 agosto 2017)

In allegato il dossier di approfondimento

Vaccini, nuova legge per tutelare gli indifesi

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Lo scorso 27 luglio, non senza polemiche e proteste, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge sui vaccini obbligatori. Il decreto è stato approvato con 296 voti favorevoli dalla maggioranza, 92 contrari e allineati e compatti Lega Nord e M5 Stelle, 15 astenuti. Sono soddisfatto di questo risultato e di fronte alla disinformazione che corre in rete o portata avanti da comitati di cittadini, ribadisco l'approfondimento e la serietà con la quale abbiamo affrontato il tema. e parlo con cognizione di causa, facendo parte della Commissione Affari Sociali.

Purtroppo sono state diffuse molte notizie false, prive di qualunque fondamento scientifico, che hanno descritto i vaccini come pericolosi per la salute. Lo ripeto: si trattadi notizie false e prive di riscontri scientifici. Il fronte dei no-vax ripeteva come un mantra tre tesi rivelatesitotalmente false. I vaccini possono dare reazioni allergiche e provocare gravi disturbi, come ad esempio l'autismo. Seconda tesi degli anti-vaccinisti: lo Stato prevede l'obbligo vaccinale per fare un "regalo" alle lobby delle case farmaceutiche. Terza falsità: i bambini si autoimmunizzano senza ricevere alcun vaccino. E' tutto falso. Sul primo argomento non esistono, in Italia e nemmeno all'estero, pubblicazione che dimostrino la correlazione fra vaccini e malattie. Sul secondo argomento, di natura economica, basta uno sguardo alle cifre: in Italia si spendono circa 30 miliardi per i farmaci, per i vaccini circa 300 milioni, mentre il mercato degli antibiotici vale un miliardo e molto spesso una gran parte dei farmaci rimane inutilizzato nei nostri armadietti! 

In ogni caso, senza sottovalutare nessuna controindicazione, abbiamo recepito le indicazioni di tutta la comunità scientifica, nazionale e internazionale. La ricerca scientifica, non solo italiana ma mondiale, conferma la validità dei vaccini, per paradosso ha più effetti collaterali un'aspirina! E con questa legge - grazie alla quale vengono resi obbligatori e gratuiti 10 vaccini, prima erano 4 -  abbiamo inteso proteggere per prima cosa la salute dei nostri figli. Abbiamo voluto una legge per difendere i più indifesi della nostra società: i bambini. La Francia sta pensando ad norma come la nostra mentre l'Australia ha già varato obblighi e sanzioni per chi non si vaccina.

Perché è così importante vaccinarsi? Perché al contrario di un normale farmaco che tutela la salute del singolo, i vaccini oltre al singolo tutelano anche l’intera comunità, la cosidetta "immunità di gregge", e rappresentano una prevenzione di sanità pubblica. Non si tratta di un soppruso incostituzionale, ma della difesa delle persone, ribadisco, le più indifese. Cosa prevede, nel dettaglio, la legge?I vaccini obbligatori e gratuiti diventano 10 (prima erano 4) e ne vengono individuati altri quattro consigliati e raccomandati.Nel dettaglio i vaccini obbligatori sono: l’anti-poliomielitica, l’anti-difterica, l’anti-tetanica, l’anti-epatite B, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae di tipo b.Quelli obbligatori “a tempo”, cioè solo fino al 2020, sono: l’anti-morbillo; l’anti-rosolia; l’anti-parotite; l’anti-varicella. Quelli consigliati sono: l’anti-meningococcica B e C; l’anti-pneumococcica; l’anti-rotavirus. Queste dieci vaccinazioni saranno realizzate attraverso due sole somministrazioni, una esavalente e una quadrivalente. Le personepotranno ricevere somministrazioni singole se già immuni da alcune malattie (mono-vaccini). Verrà creata un'anagrafe nazionale dei vaccini e verrà potenziato il sistema divaccino-vigilanza attravero l’Aifa. L'obbligo riguarda i bambini dagli o ai 16 anni.L’obbligo di vaccinazione è esteso anche ai minori stranieri non accompagnati.

Chi non sarà in regola con le vaccinazioni non potrà accedere all'asilo nido, alla scuola d'infanzia e alla scuola materna.I bambini dai 7 ai 16 anni che non abbiano fatto tutte le vaccinazioni possono essere iscritti a scuola e vaccinati successivamente, nei termini previsti dal calendario vaccinale. La mancata presentazione della documentazione fa scattare a carico dei genitori una sanzione economica da un minimo di 100 euro a un massimo di 500 euro. (Roma, 30 luglio 2017)

Per maggiori dettagli vi invito alla lettura del dossier allegato.

Ok alla Legge europea 2017

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L'aula della Camera ha approvato con 259 voti favorevoli e uno contrario il disegno di legge sulle "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017". Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. Si tratta di una legge annuale, ne abbiamo varata una ad anno, che garantisce gli adempimenti e il controllo delle infrazioni in ambito europeo.

Il Ddl contiene una serie di norme di carattere eterogeneo che riguardano, tra l'altro, la libera circolazione delle merci, giustizia e sicurezza, fiscalità, lavoro, tutela della salute e dell'ambiente e le telecomunicazioni (roaming Ue). La legge europea di quest'anno consente, in particolare la definizione di tre procedure di infrazione e una serie di casi Eu-Pilot (richieste di informazione agli Stati che possono prevenire possibili procedure d'infrazione).

In definitiva la legge europea ha consentito e favorito il continuo aggiornamento della normativa nazionale con il quadro normativo europeo. Se il nostro Paese è riuscito a ridurre il numero di infrazioni nei quali incappava negli anni, lo deve a questo strumento legislativo. Nei passati governi l'Italia era "maglia nera" per numero di infrazioni. Nel 2007, ad esempio avevamo 213 contenziosi, oggi siamo scesi a 66 procedure d'infrazione. La legge europea permette infatti un tempestivo raccordo fra Governo e Parlamento, onde applicare correttamente le norme UE. (Roma, 22 luglio 2017)

In allegato il dossier di approfondimento

Banche venete, tutelati risparmiatori e lavoratori

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Gli scorsi giorni alla Camera abbiamo approvato il decreto legge sulle banche venete. Le opposizioni hanno urlato, come al solito allo "scandalo". Non si è trattato, contrariamente alla retorica sbandierata, di un salvataggio delle "amiche banche", bensì abbiamo salvato e tutelato i risparmiatori, le imprese e i lavoratori dei due istituti bancari veneti, dal rischio di perdere risparmi e risorse. Chi parla di “favori alle banche”, è del tutto fuori strada. L’operazione del Governo permette, infatti, di evitare una voragine capace di far franare l’economia veneta e quindi, a catena, di compromettere la salute dell’economia italiana.

La soluzione messa in campo tutela tutti i risparmiatori: i correntisti, compresi quelli sopra i 100mila euro e tutti gli obbligazionisti, senior e subordinati. Lo Stato, altra falsità da smontare, non fa regali a nessuno, tanto meno a Banca Intesa.La prima domanda da porsi è: che cosa sarebbe successo se lo Stato non fosse intervenuto? Senza questo intervento, ora ci troveremmo davanti a una catastrofe. Il decreto del governo ha, infatti, scongiurato la soluzione estrema del fallimento che avrebbe caricato esclusivamente sui privati il costo. I soldi dei correntisti con più di 100mila euro in banca sarebbero stati prelevati forzosamente. Gli azionisti e gli obbligazionisti avrebbero visto azzerati i loro titoli. Gli 11mila dipendenti delle due banche avrebbero perso il loro lavoro. Circa 200mila famiglie e 100mila piccole e medie imprese si sarebbero viste costrette a restituire immediatamente i soldi presi a prestito e quindi, molto probabilmente, a fallire. L'intervento di Banca Intesa ha permesso la continuità delle attività e scongiurato che gli sportelli chiudessero e le filiali smobilitassero dal territorio.

L’intervento pubblico, invece, riduce fortemente i danni provocati dalla cattiva gestione delle due banche. La soluzione è quella dello sdoppiamento in "good bank" e "bad bank". La prima, che ha ereditato gli asset per poter garantire la continuità operativa, è stata ceduta a Banca Intesa. La "bad bank", invece, è stata trasferita a una società statale perché ottenga il massimo valore dei crediti deteriorati presi in carico per rimborsare i creditori, tra cui lo Stato. In questo modo, i correntisti veneti non hanno trovato le banche e i loro bancomat chiusi. Nessun lavoratore è stato licenziato (ci saranno solo esuberi volontari). Le famiglie e le imprese possono continuare a contare sui prestiti delle due banche. Questo, a mio modesto avviso, non significa favorire i banchieri!  (Roma, 20 luglio 2017)

In allegato il dossier di approfondimento