Speranza e umanità, una nuova legge sulla salute mentale

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Con orgoglio e molta soddisfazione ho recentemente presentato, lo scorso 18 giugno alla Camera dei Deputati, una mia proposta di legge sul tema della "Salute mentale". Si tratta della proposta di legge 2233 per migliorare i servizi ai pazienti affetti da malattie mentali, in continuità con la legge 180/1978 "Basaglia". Ho recepito le sentite istanze di un "mondo" - psichiatri, familiari e associazioni di volontariato - che, a trentasei anni dalla chiusura dei manicomi, sentiva la necessità di realizzare una nuova tappa nel cammino della cura e del sostegno ai pazienti. Nata come proposta d'iniziativa popolare, promossa dall'associazione "Le parole ritrovate", questa proposta di legge (della quale sono il primo firmatario in Parlamento), si fonda sul principio del "fare-assieme".

Medici, utenti, familiari e operatori intendono collaborare proficuamente a tutela dei malati. Questa legge intende promuovere una serie di linee e azioni che tendono al miglioramento complessivo e all'umanizzazione dei percorsi di cura e autonomia dei pazienti. Non si tratta solo di migliorare le terapie, ma si tratta di coinvolgere le persone in un percorso di cura che valorizzi la qualità della vita. Una norma giuridica, se freddamente interpretata, non può dare sollievo a chi soffre, ma in questo caso la legge, nascendo da un percorso condiviso con psichiatri, associazioni dei familiari, operatori e gli stessi pazienti, potrà dare ottimi frutti.

Nel solco di una legge civile, la Basaglia, che aprendo in Italia i manicomi, diede speranze e risultati, così vogliamo proseguire. Dando umanità e speranza ai pazienti e alle loro famiglie.