Prestito vitalizio ipotecario, nuovo credito alle famiglie

La Camera dei Deputati ha recentemente approvato una proposta di legge per incentivare la concessione, alle famiglie italiane, del prestito vitalizio ipotecario. Si tratta del cosidetto "mutuo inverso", una tipologia di finanziamento a lungo termine molto diffusa nel mondo anglosassone e che consente, ai proprietari di una casa, di darla in garanzia alle banche per ottenere un prestito. In Italia la materia è affidata all’articolo 11-quaterdecies, comma 12, del decreto legge 203 del 2005, ma a causa di una formulazione eccessivamente scarna e poco definita il prestito vitalizio è stato rilasciato raramente.

Scopo della nuova legge (ora in esame al Senato) è proprio quello di rendere finalmente praticabile questo istituto come forma di finanziamento alternativa ai canali tradizionali. Il contenuto della proposta di legge prende spunto dalle elaborazioni presentate dall'ABI e da 13 associazioni dei consumatori e si basa sulla constatazione che nel nostro Paese sono rilevabili condizioni favorevoli per lo sviluppo di questo strumento, sia in considerazione del progressivo “invecchiamento” della popolazione italiana che dell’ampia disponibilità di proprietà immobiliari che potrebbero essere date in garanzia al fine di ottenere il finanziamento.

In Italia, infatti, il reddito degli over 65 va riducendosi drasticamente, mentre la ricchezza netta per la stessa classe di popolazione rimane su livelli elevati e potrebbe quindi essere smobilizzata per rispondere al soddisfacimento di esigenze diverse, quali, ad esempio, consumi che comportano spese anche rilevanti, la necessità di integrare il proprio reddito ovvero di avere immediate disponibilità economiche o, ancora, l'esigenza di supportare i figli nell'acquisto della casa di abitazione, attraverso il versamento del necessario anticipo in contanti.

Come funziona: si tratta di un contratto tra i proprietari di una casa di età superiore a 60 anni (il testo originario e la normativa vigente prevedevano il tetto dei 65 anni, poi abbassato con un emendamento del PD in Aula) e una banca o intermediatori finanziari regolati dal Testo Unico Bancario. In pratica il proprietario ottiene un finanziamento che viene garantito dall’ipoteca scritta sulla casa; il finanziamento erogato, in un’unica soluzione, è pari a una parte del valore di mercato della casa – stabilito con una perizia – e può essere speso per le esigenze di liquidità dei proprietari, senza che lo stesso proprietario sia tenuto a lasciare l'abitazione ovvero a ripagare il capitale e gli interessi sul prestito prima della scadenza del contratto. Il rimborso integrale avverrà in unica soluzione alla scadenza (la quale ovviamente a priori non è conosciuta), ed è prevista la capitalizzazione annuale di interessi e spese.

Con questo strumento creditizio si auspica l'aumento dei prestiti e l'immissione di liquidità nel sistema a tutto vantaggio delle famiglie.