Cooperazione allo sviluppo, una nuova visione

Da poche settimane è stato licenziato alla Camera dei Deputati un disegno di legge sulla Cooperazione internazionale allo sviluppo. Si tratta di una proposta che, se approvata dal Senato, segnerà una svolta storica nel settore. Dopo quasi trent'anni dalla legge 49/1987, che istituiva la cooperazione allo sviluppo come sistema integrativo delle politiche internazionali, si giunge oggi ad una proposta innovativa nel disciplinare il ruolo della società civile (enti profit e no-profit), degli enti locali e dell'Europa rispetto alla materia.

Il testo di legge recepisce le esigenze del ricco mondo delle Ong andando a definire gli indirizzi generali e le linee entro le quali si possono reperire le risorse. Si creano quindi nuovi istituti e progedure (Agenzia italiana per la cooperazione, Comitato interministeriale, relazione annuale) per rendere trasparente e davvero efficace la cooperazione internazionale allo sviluppo. Intesa, da oggi in avanti, come parte costitutiva della politica estera italiana. Non a caso il Ministero assumerà la nuova denominazione di Esteri e Cooperazione internazionale.

Il nuovo testo ha quindi l’ambizione di ridisegnare il sistema italiano della cooperazione superando vecchie divisioni che opponevano pubblico e privato oppure privato non profit a privato profit ridando all’intero Paese l’identità e il ruolo di grande attore internazionale e promotore dello sviluppo globale.