Depistaggio, un nuovo reato nel codice

Recentemente la Camera dei Deputati ha approvato una proposta di legge che mira ad introdurre nel codice penale un nuovo reato. Si tratta del reato di depistaggio e inquinamento processuale, che andrebbe (quando approvato dal Senato) a sostituire il vecchio reato di "frode processuale". Una fattispecie penale che non consentiva di punire adeguatamente chiunque si fosse macchiato di sviare - depistare - inquinare un procedimento di indagine penale. Con questa proposta di legge, presentata dal collega del Pd Paolo Bolognesi - presidente dell'associazione "Vittime della strage di Bologna" - si indende colamare una lacuna evidente del nostro ordinamento.

L’esempio per eccellenza è quello della scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, in cui il PM si è visto costretto a contestare, in mancanza di altre fattispecie, la fattispecie di furto aggravato. "Molte delle inchieste sui principali avvenimenti di questo paese, principalmente stragi e terrorismo - ha spiegato il deputato Bolognesi nel presentare il testo - hanno subito rallentamenti, quando non veri e propri arresti, a causa della mancata collaborazione di pubblici ufficiali con l’autorità giudiziaria. Dalla strage di piazza Fontana in poi, le omissioni, le bugie e la distruzione di documenti hanno impedito che si potesse giungere alla scoperta dei responsabili materiali e morali degli attentati che hanno devastato il Paese fino al 1993".

Che cosa prevede il nuovo articolo di legge? L’articolo unico inserisce nel codice penale, tramite il nuovo testo dell’art. 375, la nuova fattispecie del reato di “inquinamento processuale e depistaggio”. Viene pertanto stabilito che è punito con la reclusione fino a 4 anni chiunque, al fine di impedire, ostacolare e sviare un’indagine o un processo penale, modifica il corpo del reato o la scena del crimine, distrugge, occulta o altera prove oppure crea false piste. Sono previste pesanti aggravanti se l'inquinamento processuale si trasforma in depistaggio, se a commettere il reato sono pubblici ufficiali e se i reati sono di estrema gravità, quali eversione, strage, terrorisom e associazione mafiosa.