Minori stranieri, nuovi cittadini italiani

Il tema dell'acquisizione della cittadinanza italiana è davvero fondamentale per favorire una reale e positiva integrazione culturale-sociale-economica. Per questo motivo è in cammino una nuova legge sul Diritto di cittadinanza dei minori stranieri. La Camera, recependo e sintetizzando 26 proposte diverse, ha approvato la riforma della legge n° 91-1992.

Si tratta di una proposta che mira a modificare l'attuale percorso per ottenere la cittadinanza. Dai tre attuali strumenti (spesso lacunosi e lenti):
-ius sanguinis (avere un ascendente italiano),
-naturalizzazione (cittadinanza italiana dopo 10 anni di residenza),
-ius soli (essere nati in Italia, da genitori stranieri, solo dopo il compimento del 18 anno d'età) s'intende introdurre due nuovi strumenti. L'ius soli temperato e l'ius culturae.

Con la legislazione attuale siamo al paradosso di ragazzi nati in Italia, da genitori stranieri, che fino al 18° anno (nonostante abbiano frequentato tutto il percorso dei cicli scolastici italiani) permangono stranieri! E spesso non potranno ottenere lo stesso il diritto-dovere di essere italiani! Ecco allora la novità dell'ius soli temperato che valorizza il percorso di radicamento, di integrazione e di crescita del minore sul terrirorio italiano. Grazie invece all'ius culturae viene consentito l'acquisto della cittadinanza a chi abbia una formazione scolastica in Italia da almeno cinque anni. Con la riforma si esclude la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana solo per il semplice fatto di essere nati sul suolo italiano, ma si estende la possibilità anche ai minori entrati sul territorio italiano a meno di dodici anni d'età che compiano, come si diceva, il percorso scolastico italiano. (Roma, 18 ottobre 2015)