Unioni civili, una nuova legge di equilibrio e diritti

La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la legge sulle Unioni civili. Il nostro Paese ha così posto rimedio ad un vuoto normativo che da troppo tempo collocava l’Italia in "fondo" alle più forti democrazie mondiali.

Una legge che ha sollevato molte discussioni e prese di posizione del Paese, spesso dividendo gli italiani. Da una parte chi riteneva la proposta di legge troppo spregiudicata nel mettere sullo stesso piano l’istituto del matrimonio con i diritti delle coppie omosessuali. Dall’altra chi invece affermava che il provvedimento era troppo timido e che occorreva fare di più nell'espressione dei diritti omosessuali.

Prima il Senato e poi la Camera, con numeri superiori alla maggioranza, hanno deciso di approvare questa legge con contenuti rilevanti. Il punto di equilibrio raggiunto con la nuova legge sulle Unioni Civili rispecchia in maniera molto forte la volontà della stragrande maggioranza degli italiani.

Da cattolico dico che sono molto contento ed orgoglioso di aver condiviso la scelta approvata dal Parlamento, anche con il voto di fiducia che non ho vissuto come riduzione dello spazio di democrazia ma come salvaguardia di una soluzione seria e credibile.

Questa legge non mette in discussione, in alcun modo, il matrimonio e i suoi valori. Qui parliamo di diritti, concreti e oggettivi, umani e solidali che vanno a normare e sostenere dei cittadini italiani che, ad oggi, vivevano la loro relazione sentimentale-affettiva senza alcuna tutela. Non credo sia nemmeno una questione di contrapposizione fra mondo omosessuale ed eterosessuale: in un paese civile e serio la convivenza dei cittadini e gli organismi sociali naturali non vengono tutelati in base all'orientamento sessuale. Cosa e come una persona vive la propria vita e sessualità non può riguardare la legge o lo stato.

Tutti sono eguali dal punto di vista giuridico, ma quando i diritti concreti aumentano, senza lederne altri, significa che tutti quanti facciamo un passo avanti in una democrazia più ampia e giusta. A mio avviso l'Italia che riconosce le Unioni civili è un paese migliore, perché quando dei cittadini intendono sancire la loro relazione davanti alla legge s'impegnano nei confronti di loro stessi e di tutta la società e vanno a migliorarla. La reciproca assistenza morale, economica e nella malattia, la reversibilità pensionistica, la tutela patrimoniale sono tutti elementi oggettivi, sanciti ora con dei diritti, che permetterano a tutta la società nel suo complesso di migliorare. Ritengo che le Unioni civili permetteranno a tanti cittadini di vivere meglio essere tutelati e realizzati nei propri percorsi di vita. (Roma, 12 maggio 2016)   In allegato il dossier di approfondimento

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