Insieme per il Sì

Il prossimo 4 dicembre, con il nostro Sì, saremo tutti chiamati ad esprimere un voto per cambiare l'Italia e guardare in avanti con fiducia e speranza. Con il nostro Sì siamo convinti che andremo a superare il bicameralismo paritario, l'unico modo per rendere più moderno, incisivo e rapido il sistema legislativo. Con il nostro Sì andremo a modificare il titolo V della Costituzione. Lo scopo sarà: migliorare i rapporti tra Stato e Regioni e azzerare i ricorsi per materia concorrente davanti alla Corte Costituzionale. Con il nostro Sì andremo ad abolire il CNEL che in 70 anni dalla sua istituzione non ha compiuto la sua missione, è stato un baraccone inutile, e ci è costato un miliardo.

E da ultimo, con il nostro Sì, verranno ridotti i senatori dai 315 attuali ai futuri 100, eletti tra Sindaci, consiglieri regionali e cinque personalità nominate dal Presidente della Repubblica. Il loro ruolo sarà molto diverso, non daranno più la fiducia al Governo e si occuperanno di tematiche riguardanti le politiche degli enti territoriali, le materie di carattere Costituzionale e la ratifica dei trattati Europei. Il risparmio, generato dalla sola trasformazione del Senato, sarà molto consistente: 500 milioni all’anno. Ma sarà soprattutto un guadagno in termini di modernizzazione, efficacia e velocità parlamentare che non ha prezzo. Non solo: ogni consigliere regionale percepirà uno stipendio non superiore a quello del sindaco capoluogo di Regione; saltano inoltre i fondi a disposizione dei gruppi regionali.

Con il nostro Sì al referendum andremo a rinnovare il tema degli equilibri e della partecipazione popolare. Con il Sì entreranno in Costituzione i referendum propositivi e la certezza che i progetti di legge popolare dovranno, se avranno raccolto 150.000 firme, essere trattati dalla Camera in tempi brevi e certi. I referendum abrogativi, che conserveranno il sistema attuale, avranno in più la prerogativa di vedere scendere di parecchio il quorum dei votanti, in quanto saranno richieste 800.000 firme (rispetto alle 500.000 attuali). Stando alle ultime elezioni significa che nei futuri referendum il quorum richiesta scenderà di circa il 20%.

Sempre in materia di garanzie costituzionali il quorum necessario per l'elezione del Presidente della Repubblica salità ai 3/5 degli aventi diritto, non basteranno insomma i soli voti della maggioranza parlamentare.

La parte valoriale della Costituzione, quella prima parte contenente i diritti fondamentali degli italiani, non verrà modificata in alcun modo. Molti, in questa campagna referendaria, propongono di esprimere col proprio Sì o No un voto per giudicare il Governo Renzi, altri, con non poco populismo chiedono agli italiani di decidere con la pancia. Sempre nel fronte del No qualcuno grida ad una riforma costituzionale per dare maggiori poteri al premier. Questo è falso e lo sanno anche gli italiani. Io vi invito a decidere con il cuore e con la testa, nella consapevolezza che il Sì potrà veramente modificare in meglio il nostro sistema.

Infine desidero darvi un ulteriore elemento di valutazione sul percorso parlamentare che ci ha condotto a questo testo di modifica costituzionale. Fra il testo vigente della Costituzione e la Riforma approvata dal Parlamento ci sono trenta mesi di lavori e sei letture con esami in Commissione e Aula. Un percorso lunghissimo e senza voti di fiducia.

Gli emendamenti presentati sono stati 83 milioni, molti sono stati i rilievi accolti e le modifiche approvate. Si è lavorato per 174 sedute, quattro in più rispetto a quelle che si tennero durante l'Assemblea Costituente che si occupò di tutta la Carta Costituzionale e non solo della seconda parte. Allora si svolsero 606 votazioni questa volta 5271.

La forza politica principale che ha appoggiato la Riforma è stato il Partito Democratico i cui parlamentari hanno votato tutti la Riforma. Adesso non si riesce a comprendere perché alcuni parlamentari abbiano cambiato idea, non mi dicano che il motivo è il combinato disposto Riforma-Italicum. Perché con l'adozione definitiva da parte del Parlamento l'Italicum era già stato approvato. Ritengo quindi che il Partito Democratico debba richiamarsi a maggiore unità d'intenti e, guardando al lungo e condiviso percorso nelle aule parlamentari, invitare i cittadini al Sì.

Per un' Italia migliore io #votoSi, fallo anche tu, occorre il tuo aiuto, devi essere testimone dell’Italia che si merita un futuro migliore. VOTA E FAI VOTARE SI

on.le Ezio Casati