Vitalizi e dintorni, basta falsità a CinqueStelle

La proposta del Pd taglia 2,4 milioni di euro l'anno, quella dei 5 Stelle esattamente zero. Facciamo un po' di chiarezza sul tema delle pensioni e vitalizi dei parlamentari, agitato le scorse settimane dal Movimento 5 Stelle in maniera del tutto fuori luogo con una grave deformazione dei fatti.

Mentre la proposta dei 5Stelle non avrebbe prodotto alcun risparmio, quella presentata dal Partito Democratico taglia le spese della Camera di 2,4 milioni di euro. Si tratta del più grande taglio ai vitalizi mai fatto prima, perché va a incidere su quelli maturati nelle precedenti legislature. Lo strumento scelto è il contributo di solidarietà previsto, a partire dal 1 maggio e per un triennio, per gli “assegni vitalizi e i trattamenti previdenziali, diretti e di reversibilità, corrisposti ai deputati cessati dal mandato". Il contributo è crescente in modo proporzionale all’importo: il 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro lordi annui, il 20% per quelli dagli 80mila ai 90mila euro, del 30% per la parte eccedente dei 90mila euro fino ai 100mila e del 40% per la parte eccedente i 100mila euro lordi annui.

La proposta dei 5stelle, che agiva semplicemente sulle pensioni contributive ancora de erogare - e non sui vitalizi, che esistono più - senza peraltro intaccarne gli importi in alcun modo, avrebbe portato risparmi pari a zero nell'immediato e risibili tra qualche anno. Questo perché non avrebbe intaccato il grosso della spesa pensionistica, rappresentato dai trattamenti maturati prima della riforma del 2012. La riforma ha definitivamente cancellato i vitalizi, per cui risulta fuori luogo parlare di proposte per "abolire i vitalizi".

Proprio per occultare questo fatto, i deputati grillini hanno organizzato un’irruzione dal sapore "squadrista" nell’ufficio di presidenza della Camera. In questa azione sconsiderata, che ha impedito a parlamentari e membri del Governo di fare il consueto "Question time", è anche finita a terra una commessa parlamentare.