Macron, un nuovo Presidente all'Eliseo

Buone notizie dalle presidenziali francesi. L'elezione del moderato-progressista Emmanuel Macron alla guida della Francia, con un programma fortemente europeista, pone un argine fondamentale all'estrema destra populista della Le Pen e rimette in moto il processo di crescita dell'Europa. Dopo la Brexit, e il continuo avanzare dei movimenti populisti, arriva dai cugini d'oltralpe un segnale positivo e rigenerante.

Si tratta però di non cadere nell'errore di leggere "En Marche" come un movimento di centrosinistra. In realtà, in questo nuovo millennio, all'insegna delle contraddittorie spinte della globalizzazione, i partiti di stampo novecentesco non possono più essere compresi con lo schema destra-sinistra. Oggi lo scontro è fra forze progressiste, aperte alla crescita economica sostenibile, all'accoglienza in sicurezza, contro le forze conservatrici, xenofobe, quei populismi che preferiscono ergere muri, brandendo il vessillo dell'identità sovrana nazionale. Oggi lo scontro è fra movimenti aperti al cambiamento e movimenti interessati alla chiusura identitaria.

Tutto questo i francesi e Macron lo hanno capito ed infatti la crisi dei due partiti repubblicani storici, i neogollisti e i socialisti, non si è tramutata nella vittoria della destra polulista di Marine Le Pen.