Amministrative 2017. Cosa serve per vincere

Non è facile in queste ore essere lucidi e sereni dopo l’esito non positivo delle elezioni amministrative. Si sono configurate una coalizione-alleanza ufficiale ed un sentimento contro il PD. In questo scenario, però, il più grande partito in Italia, quello dell’astensione, risulta il grande vincitore di questo turno elettorale.

Il centrodestra riesce a ricompattarsi, facendo un cartello elettorale, nonostante le grandi contraddizioni che lo attraversano. Dai populismi ai sovranismi in contrasto con quel pizzico di moderatismo-europeismo di Forza Italia. Che dire dei nuovi 5Stelle? Dichiarano mai alleanze e poi, a detta degli analisti politici, se devono scegliere stanno in buona parte con il centrodestra. Magari non lo fanno i loro vertici ma lo fanno i loro elettori. Guardate io penso che dobbiamo sfatare il pensiero di semplificazione che in politica due più due fa sempre quattro. Non è mai stato così e non lo sarà, in politica può fare tre come a Genova, dove la grande coalizione di centrosinistra non ha vinto, e dove ha fatto cinque come a Padova, dove la grande coalizione di centrosinistra ha aperto al civismo e ha vinto.

Io penso che l’esperienza di questa tornata elettorale debba spronarci a riflettere non tanto sul modello partito ma molto di più sul modello di proposta politica.
Sono convinto che la nostra scommessa debba essere giocata su quel 50-60% di elettori che non sono andati a votare piuttosto che sulle formule. Occorre una proposta politica chiara e includente.

Poi i modelli servono ma non pensiamo, come fa la destra, che il nostro elettorato si affiderebbe ad un modello omogeneo, io sono convinto che sia indispensabile che ci vedano litigare meno e che capiscano che nel nostro campo possono avere piena cittadinanza sia il lavoratore dipendente sia l’autonomo, chi è pensionato e chi fa l’imprenditore di successo, ma anche chi non trova lavoro e l’autonomo che ha messo tutto nella propria impresa ed è in difficoltà. Un campo largo di idee e di risposte più che uno schieramento largo.

Dobbiamo essere attrattivi ed attraenti, io vorrei un partito di giovani incazzati che mi criticano e che mi mettano in difficoltà piuttosto che un partito che si isola. Abbiamo un segretario intelligente che deve trovare il modo, assieme a tutti noi che lo sosteniamo di essere in anticipo sulle domande e sulle risposte. È difficile? Sì. È impossibile? No. Andiamo avanti consapevoli che molti sorridono dei nostri problemi, dentro e fuori il PD, ma basta, per favore basta isolare ed “uccidere” chi ha grande responsabilità di guidarci. I consigli sono graditi le ricette pronte e preparate dai vecchi perdenti anche no.

Per rimanere in ambito locale voglio ringraziare tutti i nostri candidati sindaci e consiglieri comunali impegnati in questo voto. Grazie ai candidati che hanno perso, il loro impegno, non è stato e non sarà inutile. Ora dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e ripartire nei circoli, nei territori e nei consigli comunali con una seria opposizione e con grande attenzione ai bisogni dei cittadini.

Il mio grande augurio, infine, lo rivolgo ai sindaci eletti o riconfermati nelle città di Cernusco sul Naviglio, San Donato Milanese, Vimodrone, Buccinasco e Melegnano. A loro, ai loro assessori e consiglieri comunali, rivolgo il mio caloroso in bocca al lupo e buon lavoro!

Ezio Casati