Dati Istat, disoccupazione in calo e Pil in salita

I frutti del Jobs act cominciano ad arrivare. Non siamo usciti dal tunnel, non abbiamo superato la crisi, dobbiamo fare ancora parecchio, ma chi pensava ad una riforma inutile e dannosa si sbagliava. Ecco nel dettaglio i dati forniti dall'Istat.

Il tasso di disoccupazione scende a giugno all’11,1% (-0,2%); anche il tasso di disoccupazione giovanile torna a scendere (-1,1%), attestandosi al 35,4%. Dopo l’incremento rilevato a maggio, la stima delle persone in cerca di occupazione a giugno cala del 2% (-57mila), tornando su un livello prossimo a quello di aprile. La diminuzione della disoccupazione interessa uomini e donne ed è distribuita tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Nel trimestre aprile-giugno alla crescita degli occupati si accompagna un significativo calo dei disoccupati (-3,9%, -115 mila) e l’aumento degli inattivi (+0,4%, +50 mila). Su base annua si conferma l’aumento del numero di occupati (+0,6%, +147mila. La crescita, è determinata principalmente dalle donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+367mila, di cui +265 mila a termine e +103mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-220mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+335mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età (-188 mila).

Il mio commento dei dati: stiamo andando nella direzione giusta e credo si possa affermare che se il Jobs act crea lavoro, allora possiamo intestare questo risultato positivo e definire questa riforma come un'autentica misura di sinistra!  (Roma, 1 agosto 2017)