Minori stranieri non accompagnati: un sì di civiltà

Lo scorso 29 marzo la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge sulle "misure di protezione" dei minori stranieri non accompagnati. Si è trattato di un voto storico, al quale hanno aderito non solo i deputati di maggioranza, ma anche altre forze di opposizione. Viene introdotta una nuova legge che mi piace definire di grande civiltà, in quanto va a tutelare e difendere quei minori che entrano in Italia senza familiari, da soli. Si tratta di un fenomeno rilevante che, statistiche alla mano, è purtroppo in crescita. Nel solo 2016 i minori entrati senza nessuno erano oltre 25mila. Un numero praticamente raddoppiato rispetto ai circa 12mila minori registrati nel 2015. La maggior parte di essi ha un'età inferiore ai 15 anni e si trovano quindi vulnerabili e a rischio di finire sfruttati e marginalizzati.

Il principio fondamentale della nuova legge, in conformità alle Dichiarazione universali sui diritti dell'uomo e alle Convenzioni sui diritti dell'infanzia, presuppone che questi minori abbiano gli stessi diritti dei minori Ue e soprattutto il divieto di respingimento alla frontiera. Si tratta di una legge unica in tutta Europa che dovrebbe offrire ai Paesi membri una nuova prospettiva nella complessa gestione dei fenomeni migratori. Auspichiamo così che leggi simili vengano adottate in tutti i paesi Ue.  (Roma, 6 aprile 2017)  Leggi tutto l'articolo

Vitalizi e dintorni, basta falsità a CinqueStelle

La proposta del Pd taglia 2,4 milioni di euro l'anno, quella dei 5 Stelle esattamente zero. Facciamo un po' di chiarezza sul tema delle pensioni e vitalizi dei parlamentari, agitato le scorse settimane dal Movimento 5 Stelle in maniera del tutto fuori luogo con una grave deformazione dei fatti.

Mentre la proposta dei 5Stelle non avrebbe prodotto alcun risparmio, quella presentata dal Partito Democratico taglia le spese della Camera di 2,4 milioni di euro. Si tratta del più grande taglio ai vitalizi mai fatto prima, perché va a incidere su quelli maturati nelle precedenti legislature. Lo strumento scelto è il contributo di solidarietà previsto, a partire dal 1 maggio e per un triennio, per gli “assegni vitalizi e i trattamenti previdenziali, diretti e di reversibilità, corrisposti ai deputati cessati dal mandato". Il contributo è crescente in modo proporzionale all’importo: il 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro lordi annui, il 20% per quelli dagli 80mila ai 90mila euro, del 30% per la parte eccedente dei 90mila euro fino ai 100mila e del 40% per la parte eccedente i 100mila euro lordi annui.

La proposta dei 5stelle, che agiva semplicemente sulle pensioni contributive ancora de erogare - e non sui vitalizi, che esistono più - senza peraltro intaccarne gli importi in alcun modo, avrebbe portato risparmi pari a zero nell'immediato e risibili tra qualche anno. Questo perché non avrebbe intaccato il grosso della spesa pensionistica, rappresentato dai trattamenti maturati prima della riforma del 2012. La riforma ha definitivamente cancellato i vitalizi, per cui risulta fuori luogo parlare di proposte per "abolire i vitalizi".

Proprio per occultare questo fatto, i deputati grillini hanno organizzato un’irruzione dal sapore "squadrista" nell’ufficio di presidenza della Camera. In questa azione sconsiderata, che ha impedito a parlamentari e membri del Governo di fare il consueto "Question time", è anche finita a terra una commessa parlamentare.

Verso il Congresso, opportunità per il Pd e l'Italia

È iniziato il percorso congressuale del Partito Democratico. Un congresso è sempre un'occasione preziosa di confronto, dibattito e accrescimento comune. Un'occasione preziosa per i diversi livelli, da quello locale a quello nazionale. Il confronto, il dibattito, le diverse visioni del partito e soprattutto del ruolo che devono avere nello sviluppo del Paese. All'interno del dibattito congressuale tutti hanno la stessa dignità nel dare il proprio contributo, perchè si tratta di un alto contributo di democrazia. Non solo il congresso, e tutte le sue discussioni, sono un bell'esempio da contrapporre alla visione del "partito azienda" o di quello etero diretto da strane simbiosi tra spettacolarizzazione e imprese di cui poco si conosce se non i soli nomi dei fondatori e dei prosecutori.

Il congresso come massima espressione del partito, inteso come sede di una comunità di uomini ed idee, costituitesi per l'impegno politico ed istituzionale del Paese. Il partito come luogo laico, e quando dico laico voglio dire libero da vincoli perché non condizionato, certo influenzato sì dalla propria storia e dalla propria etica-cultura.  Leggi tutto l'editoriale

Approvato il "Milleproroghe"

Lo scorso 23 febbraio, la Camera dei Deputati ha convertito definitivamente in legge il decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante “Proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative”, comunemente conosciuto come “Decreto Milleproroghe”. La prassi dei cosiddetti decreti «milleproroghe» ha le sue origini a metà degli anni Novanta, e tutte le forze politiche che sono state forza di governo vi hanno fatto ricorso. Si tratta di strumenti straordinari per necessità ed urgenza, che rispondono a esigenze di norme altrimenti in scadenza.

Voglio solo ricordare alcune tra le più rilevanti disposizioni che necessitavano di essere prorogate. La proroga dell’indennità di disoccupazione per i co.co.co. scaduta a fine dicembre; la proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici; alcune norme antiterrorismo; la proroga di una serie di misure a favore delle aree colpite dal terremoto, come la sospensione delle rate dei mutui e quella per il pagamento delle imposte sui redditi da fabbricati, la stabilizzazione dei precari dell’Istat, dell’Istituto superiore di sanità e dell’Antitrust, l’assunzione di 887 agenti della polizia penitenziaria, le misure in favore dei pensionati e le norme antievasione. Per maggiori dettagli, in allegato, un dossier completo sul "Milleproroghe" 2017. (Roma, 26 febbraio 2017)

Decreto "salva risparmio" o "salva banche"?

In questi ultimi mesi i gravi dissesti finanziari di banche nazionali hanno portato il Governo a varare (lo scorso 23 dicembre) il decreto 237. Si tratta di un provvedimento che le Camere dovranno convertire in legge entro il tempo stabilito e che ha fatto discutere parecchio. Attualmente manca solo l'approvazione definitiva del Senato. Mi sembra doveroso chiarire alcuni elementi della norma e porre in riflessione alcuni temi. Si tratta di un decreto che intende sostenere, senza eludere la normativa europea che vieta il finanziamento statale alla banche, la liquidità e il rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito in sofferenza. Quindi si tratta di un decreto per salvare il risparmio e tutelare, a vantaggio di cittadini e imprese, l'intera funzione creditizia. Il decreto 237 non è un decreto per salvare le banche e i banchieri di chi sa quali lobbie!  

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