Referendum, un'occasione persa

L’esito del referendum è chiarissimo: 59% no, 41% sì. Si tratta, secondo me, di un’occasione persa. Bisogna però ricordare che la democrazia del popolo che si esprime è sempre la più alta forma di democrazia e, in quanto tale, va sempre rispettata.

Permettetemi però una riflessione sull’ occasione persa. Purtroppo il vero oggetto del quesito referendario è stato valutato dagli italiani in maniera residuale, mentre il voto si è concentrato su di un giudizio inerente il Governo. Il referendum si è trasformato, così, in una consultazione sintetizzabile nel “Renzi Sì” contro il “Renzi No”. Può un referendum costituzionale così determinante diventare un giudizio politico sul Presidente del Consiglio? A mio avviso no, è fuorviante. Continua a leggere l'articolo

Appello al voto - Insieme per il Sì

Il prossimo 4 dicembre, con il nostro Sì, saremo tutti chiamati ad esprimere un voto per cambiare l'Italia e guardare in avanti con fiducia e speranza. Con il nostro Sì siamo convinti che andremo a superare il bicameralismo paritario, l'unico modo per rendere più moderno, incisivo e rapido il sistema legislativo.Con il nostro Sì andremo a modificare il titolo V della Costituzione. Lo scopo sarà: migliorare i rapporti tra Stato e Regioni e azzerare i ricorsi per materia concorrente davanti alla Corte Costituzionale.

Con il nostro Sì andremo ad abolire il CNEL che in 70 anni dalla sua istituzione non ha compiuto la sua missione, è stato un baraccone inutile, e ci è costato un miliardo.   Leggi tutto l'editoriale

Io voto Sì. Le ragioni di un percorso condiviso

Fra il testo vigente della Costituzione e la Riforma approvata dal Parlamento ci sono trenta mesi di lavori e sei letture con esami in Commissione e Aula. Un percorso lunghissimo e senza voti di fiducia. Gli emendamenti presentati sono stati 83 milioni, molti sono stati i rilievi accolti e le modifiche approvate. Si è lavorato per 174 sedute, 4 in più rispetto a quelle che si tennero durante l'Assemblea Costituente che si occupò di tutta la Carta Costituzionale e non solo della seconda parte. Allora si svolsero 606 votazioni questa volta 5271.

La forza politica principale che ha appoggiato la Riforma è stato il Partito Democratico i cui parlamentari hanno votato TUTTI la Riforma.
Adesso non riesco a capire perché alcuni hanno cambiato idea, non mi dicano che è per il combinato disposto Riforma-Italicum. Perché con l'adozione definitiva da parte del Parlamento l'Italicum c'era già.

#iovotoSi

Dario Franceschini a Milano, per il Sì al referendum

Lunedì 21 novembre alle ore 21, presso la Sala Leonardo del Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61 a Milano,  si svolgerà l’incontro “Tante ragioni per un Sì” promosso dall’Associazione Democratici per Milano e dal Comitato Associazione Democratici per il Sì.

La discussione della serata, presieduta da Maurizio Belloni (Presidente del Comitato Associazione Democratici per il Sì), verrà introdotta dal senatore Franco Mirabelli del Partito Democratico, a cui seguiranno gli interventi di Gabriele Albertini (ex Sindaco di Milano e attualmente Senator di Area Popolare), Pietro Bussolati (Segretario PD Milano Metropolitana), Don Gino Rigoldi (Cappellano IPM Cesare Beccaria) e Dario Franceschini (Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo).

All’incontro hanno già assicurato la propria adesione anche i parlamentari Emilia De Biasi, Ezio Casati ed Emanuele Fiano, l’europarlamentare Patrizia Toia e i consiglieri regionali Carlo Borghetti e Sara Valmaggi.

Sì per un'Italia in salute

Nell'ambito della campagna referendaria per il Sì stanno nascendo in Italia i comitati “Sì, PER UN’ITALIA IN SALUTE”. Da membro della Commissione Parlamentare Affari Sociali, che si occupa appunto di salute e affari sociali ci credo fermamente e chiedo a tutti quelli che si occupano di salute: operatori, associazioni di familiari e utenti di condividere questo percorso per una salute più vicina ai cittadini. Chiedo a chiunque possiede specifiche competenze attinenti il complesso mondo della salute, a chiunque è sensibile alle problematiche della salute di riflettere e, se condivide questo percorso sulle riforme, di mettersi in gioco. Con gli amici dell'associazione "Le Parole ritrovate", lo scorso 8 ottobre al convegno nazionale di Trento, abbiamo dato vita ad un Comitato "Sì, PER UN'ITALIA IN SALUTE" che ha come obiettivo fondamentale il tema della riforma per una migliore salute mentale.

Bastano 5 persone per formare un comitato “Sì, PER UN’ITALIA IN SALUTE”. Io sono il primo firmatario di una proposta di legge, la 2233, che si occupa di salute mentale, e vi posso garantire che questa legge, come tutte le altre leggi, se passerà la riforma costituzionale, avrà un futuro certo. Grazie al Sì al referendum avremo la certezza di non scontare l’annoso problema della concorrenza tra Stato e Regioni, niente modelli diversi da Regione a Regione.

Ecco alcuni dei motivi che mi sento di approfondire sul tema sanitario:

BASTA UN SI!
- Per ridurre i costi della politica e investire nuove risorse per il sistema sanitario;
- Per eliminare il bicameralismo paritario e avere nuove leggi sulla sanità in tempi più brevi;
- Per eliminare dalla Costituzione la competenza concorrente tra Stato e Regioni in materia di salute, riducendo il contenzioso tra Stato e Regioni;
- Per realizzare un sistema sanitario adeguato che elimini le diseguaglianze fra i cittadini e garantisca a tutti lo stesso livello di cure sanitarie, uniformando i livelli essenziali di assistenza (LEA) su tutto il territorio nazionale.

Per aderire vai al sito www.bastaunsi.it e chiamalo Sì, PER UN’ITALIA IN SALUTE e poi mettici come sottotitolo la tua peculiarità.

Per saperne di più consulta il sito www.siperunitaliainsalute.it e trasmetti la tua adesione con una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.