Dopo di Noi, tutele-diritti ai disabili gravi

Lo scorso 4 febbraio, dopo un lungo e proficuo lavoro di sintesi in Commissione Affari Sociali, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sul "Dopo di Noi". Si tratta di un testo votato a larga maggioranza che ha come obiettivo fondamentale l'estensione dei diritti e delle tutele delle persone con disabilità gravi. La legge mira a definire il futuro assistenziale, medico-generale del disabile quando, venuti a mancare i familiari, si troverebbe solo ad affrontare la vita.

Pensare al "Dopo di Noi", inteso come tutela, copertura e miglioramento della qualità della vita del proprio familiare disabile diventa, per tante famiglie italiane (oltre due milioni) una priorità. Un'esigenza sociale e umana alla quale come legislatori non potevamo sottrarci. Ed io mi sento orgoglioso come parlamentare e come cittadino di aver dato il mio contributo per questa legge innovativa, coraggiosa e di civiltà. Queste famiglie e questi cittadini, infatti, svantaggiati in termini di disabilità e malattia, hanno pari dignità costituzionale e le istituzioni e le comunità le devono tutelare, sostenere e aiutare. Per questi motivi ho sostenuto e lavorato con convinzione alla realizzazione della proposta di legge sul "Dopo di Noi". (Roma, 12 febbraio 2016)

Sala, candidato sindaco

Le primarie del centrosinistra hanno decretato vincitore Giuseppe Sala come candidato a Sindaco. Nella corsa amministrativa del 2016 per guidare Milano avremo un candidato in grado di vincere. Personalmente, da milanese, mi associo alla grande soddisfazione espressa da tutto il PD. Importante, infine, è ricordare la grande partecipazione democratica dei milanesi: 60mila votanti.

Le prime dichiarazioni del candidato sindaco Beppe Sala sono incoraggianti: “Mi impegno a non deludere tutto questo entusiasmo e tutta questa passione. Attiverò il grande senso della squadra, come ho sempre fatto”. Buon lavoro, buona campagna elettorale. (Milano, 8 febbraio 2016)

Primarie Milano, sostengo Beppe Sala

Si avvicina l'appuntamento delle primarie di centrosinistra per la città Metropolitana di Milano. Sabato 6 e domenica 7 febbraio la nostra città aprirà le sedi del Pd, ma non solo, per ospitare questo importante appuntamento di democrazia. Si potrà scegliere il candidato migliore per concorrere alla carica di sindaco e proseguire nell'ottimo lavoro intrapreso in questo quinquennio. Come saprete sostengo con convinzione la candidatura di Beppe Sala a sindaco per il 2016-2021.

Beppe Sala è la persona giusta per guidare Milano e la città Metropolitana verso un futuro di innovazione, cultura e crescita socio-economica. Milano deve guidare questa stagione di sviluppo non solo per l'area metropolitana, ma per l'intera Lombardia e l'Italia. Figura trasparente e con grandi doti manageriali, Sala, dopo aver contribuito alla realizzazione di una magnifica Expo 2015, si candida a dare alla nostra Milano il ruolo che merita. Sala non è un politico di professione, ma ha dimostrato di conoscere bene la complessa "macchina amministrativa" italiana. Nei settori privato e pubblico è stato sempre in grado di dare contributi originali e trasparenti. Ora, alle primarie, sosteniamolo per modernizzare Milano e renderla la capitale delle riforme e dell'innovazione italiana. (Milano, 4 febbraio 2016)

Terzo trimestre 2015, migliora l'occupazione

Sta chiudersi il 2015 e nell'augurarvi Buone feste e un promettente 2016, desidero riflettere su alcuni segnali economici incoraggianti. Nel terzo trimestre 2015 tutti gli indicatori sul mercato del lavoro hanno segnato un miglioramento. I dati ufficiali dell'Istat ci consegnano un sistema Italia che cerca di ripartire. L’occupazione stimata dall’indagine sulle forze di lavoro è pari, al netto degli effetti stagionali, a 22 milioni 494 mila persone, lo 0,2% in più rispetto al trimestre precedente. Questo significa un incremento di 42mila posti di lavoro. Con un incremento significativo (+ 0,7%) nella fascia di lavoratori tra i 15-34 anni.

Purtroppo tali risultati positivi interessano quasi esclusivamente gli uomini nella categoria dei lavoratori dipendenti. Il tasso di disoccupazione scende in misura significativa, passando dal 12,3% all’11,7% rispetto al trimestre precedente e diminuendo ulteriormente all’11,5% nel mese di ottobre. Dati finalmente positivi che rendono atto dei grandi sforzi compiuti dalla riforma del Jobs act che, con i suoi decreti attuativi, inizia a dare alcuni frutti sperati. (Roma, 24 dicembre 2015)

Decreto "salva banche" e sfiducia al Ministro Boschi

La richiesta di sfiducia proposta da alcune minoranze e rivolta alla Ministra Maria Elena Boschi si è risolta in un boomerang. Niente di quanto paventato - come conflitto d'interessi - era fondato o realistico. La Ministra in aula ha chiarito quello che a mio avviso era già chiarissimo: non ci sono conflitti di interesse e chi ha responsabilità nel fallimento delle banche ne risponderà nelle sedi adeguate. Ribadita quindi la solidarietà alla Boschi per un attacco ingiusto, qualificabile a livello di "malapolitica", mi sembra opportuno evidenziare alcuni elementi fondamentali del decreto salvabanche. (leggi l'allegato "Dieci cose da sapere sul decreto)

Grazie al decreto sono stati salvati i risparmi di un milione di correntisti delle quattro banche in dissesto (12 miliardi di euro). Non solo: sono state salvate obbligazioni ordinarie per un valore di 2,5 miliardi di euro; sono stati salvati 6mila posti di lavoro e gli affidamenti bancari di 200mila imprese. Queste cifre parlano da sole e mostrano con chiarezza la bontà di azione del Governo e della maggioranza.

Per tale salvataggio - in ottemperanza delle norme europee definite nel 2012-13 - non è stato utilizzato danaro pubblico bensì 3,6 miliardi di euro provenienti dal sistema bancario. Non sono stati salvati - e questo non era permesso appunto dalla normativa Ue - gli azionisti e i circa 10mila obbligazionisti subordinati che in termini di legge rispondono ad un capitale di rischio. Tali risparmiatori come saranno aiutati?

Il Fondo interbancario Tutela depositi - delle banche - sarà utilizzato per creare il Fondo di Solidarietà per gli obbligazionisti truffati o più deboli. Tale Fondo di Solidarietà da 100 milioni di euro, introdotto con un emendamento alla legge di stabilità, avrà una dotazione sufficiente ad affrontare i casi problematici che, anche tramite il collegio arbitrale che lo gestirà, saranno appurati. Il Presidente del Consiglio Renzi sta' riflettendo sull'opportunità di affidare al magistrato Raffaele Cantone - dell'autorità nazionale Anti Corruzione - la gestione degli arbitrati a tutela dei risparmiatori truffati.

La solidità del sistema bancario italiano, per tranquillizzare le famiglie e le imprese, è un elemento di certezza. Ad ulteriore dimostrazione di questo sarà, nelle prossime settimane, il varo della riforma delle banche di credito cooperativo. (Roma, 19 dicembre 2015)