Grazie a Giovanni Bianchi, un grande del cattolicesimo democratico

bianchi giovanniLa scomparsa di Giovanni Bianchi addolora tutti i sinceri democratici e coloro i quali hanno avuto la fortuna di conoscerlo e fare insieme un pezzo di cammino. Con Bianchi se ne va un grande del cattolicesimo democratico. Uomo e politico sincero, combattivo, onesto, capace, Giovanni ha rappresentato per il mondo del cattolicesimo democratico e del centro-sinistra milanese ed italiano un esempio importante.

Il suo impegno politico e sociale, nato con le Acli, che non ha mai abbandonato, e sviluppatosi poi nella Dc, nel Partito Popolare, nella Margherita e nel Pd, è stato davvero esemplare. Il suo impegno sociale nelle Acli nasceva dall'esigenza di un cristianesimo concreto che si faceva attento promotore, nella realtà, di valori e gesti democratici e civili. E' doveroso ricordarlo, anche, nell'attuale veste di presidente dei Partigiani Cattolici. 

Uomo dall'ampia visione intellettuale. Dei tanti suoi impegni, dei suoi volti, mi piace ricordare l'intellettuale cattolico, impegnato e profondo. Come non ricordare i tanti suoi scritti e le poesie intessute di straordinaria fede e cultura cristiana. Mi piace infine ricordarlo nel passaggio del testimone alla guida del Partito Democratico milanese, lui nella veste di fondatore e primo segretario metropolitano ed io suo successore alla guida della segreteria. Da lui non  sono mai mancati i consigli, l'aiuto e gli approfondimenti. Con Giovanni Bianchi scompare una parte importante della nostra storia, umana prima che politica. Grazie Giovanni, sei stato un amico caro e prezioso, grazie per la tua umanità! Le mie sentite condoglianze ai suoi familiari. Ciao caro Giovanni!  (Milano, 24 luglio 2017)

Festa dell'Unità di Milano 2017

Come consuetudine, ormai gradita e consolidata, anche questa estate si svolge la Festa democratica metropolitana di Milano.Come consuetudine, ormai gradita e consolidata, anche questa estate si svolge la Festa democratica metropolitana di Milano.La Festa de l'Unità è per me una tradizione gradita, il luogo naturale per incontrarci e incontrare la città. Il luogo dove il dibattito politico si svolge con passione e sincerità, il luogo dove le opinioni, i progetti, le idee politiche si confrontano senza censure e senza paure.

Quest'anno il tema scelto si intitola "Oggi Milano, domani Lombardia" per focalizzarci meglio sui prossimi impegni elettorali dove, il prossimo anno, andremo a contendere al centrodestra la guida della nostra Lombardia. I temi affrontati nei tantissimi dibattiti, con i qualificati ospiti, vanno dai problemi del lavoro e dell'occupazione, alle proposte sull'immigrazione. 

Non dimentico infine di ricordarvi che la Festa metropolitana del Pd sarà luogo d'incontro e d'impegno dei tanti volontari di tutti i circoli milanesi e metropolitani. Vi aspetto numerosi per sostenere il nostro Partito, per incontrarci, discutere e per passare momenti di convivialità. A tale proposito vi ricordo i servizi ristorazione, bar, le presentazioni dei libri, gli spettacoli e i concerti. Vi aspetto alla Festa de l'Unità di Milano, in scalo Farini, fino al prossimo 23 luglio.  Scarica il programma completo della Festa 2017

Primarie e Congresso Pd, in cammino insieme

Buone notizie dal voto delle presidenziali francesi. L'elezione del moderato-progressista Emmanuel Macron alla guida della Francia, con un programma fortemente europeista, pone un argine fondamentale all'estrema destra populista della Le Pen e rimette in moto il processo di crescita dell'Europa. Dopo la Brexit, e il continuo avanzare dei movimenti populisti, arriva dai cugini d'oltralpe un segnale positivo e rigenerante.

Si tratta però di non cadere nell'errore di leggere "En Marche" come un movimento di centrosinistra. In realtà, in questo nuovo millennio, all'insegna delle contraddittorie spinte della globalizzazione, i partiti di stampo novecentesco non possono più essere compresi con lo schema destra-sinistra. Oggi lo scontro è fra forze progressiste, aperte alla crescita economica sostenibile, all'accoglienza in sicurezza, contro le forze conservatrici, xenofobe, quei populismi che preferiscono ergere muri, brandendo il vessillo dell'identità sovrana nazionale. Oggi lo scontro è fra movimenti aperti al cambiamento e movimenti interessati alla chiusura identitaria.

Tutto questo i francesi e Macron lo hanno capito ed infatti la crisi dei due partiti repubblicani storici, i neogollisti e i socialisti, non si è tramutata nella vittoria della destra polulista di Marine Le Pen. Ora veniamo all'Italia. Dove si è appena concluso il percorso congressuale del Partito Democratico. Un esemplare e straordinario momento di partecipazione democratica e coinvolgimento di circoli, iscritti, volontari ed elettori.

Matteo Renzi, dopo il voto congressuale nei circoli, è stato rieletto con una percentuale poco al di sotto del 70%. Le primarie, ratificate dall'Assemblea Nazionale di domenica scorsa a Roma, alla quale ho partecipato come rappresentante dei deputati, promuovono un nuovo corso del Pd ed una nuova Direzione.

Sono molto soddisfatto del risultato e del fatto che alle primarie quasi due milioni di cittadine e cittadini abbiano voluto partecipare ad un percorso di democrazia partecipata che non ha eguali. Ha vinto Matteo Renzi, io l’ho sostenuto convintamente, sono però convinto che abbia vinto tutto il PD. Dopo la scissione il partito ha reagito con una prova di partecipazione e di dibattito approfonditi e sinceri. Questo momento, indispensabile per il nostro futuro, ci raffoza e ci spinge a fare meglio per l'Italia.

In questo passaggio si è dibattuto e ci si è confrontati, le mozioni hanno riportato al centro del nostro confronto le questioni che ci stanno a cuore. Ha vinto la prospettiva che ci fa sentire forza progressista di questo paese e, assieme agli altri partiti del PSE europeo e a Macron in Francia, possiamo fare cambiare marcia all’Europa intera.

Potremmo trovare veramente nuove motivazioni per il Paese proprio a partire da quello che viene considerato una debolezza, l’Europa. Perchè la comunità europea che noi vogliamo è meno burocratica e più comunitaria, solidale e accogliente. Proprio come ha avuto modo di dire il Presidente della Repubblica Mattarella. Abbiamo costruito gli europei adesso costruiamo l’Europa.

Contro i populismi, contro chi critica tutto ma anche contro chi dice che l’Europa va bene così. No, l'Europa deve cambiare e assieme si può sia cambiare l’Europa che cambiare ulteriormente il l’Italia. Occorre un PD unito che sia sempre più il motore politico trainante e con Matteo Renzi ce la possiamo fare.
In cammino, assieme e uniti.