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"Niente voli con aerotaxi all'aeroporto di Bresso"

COMUNICATO STAMPA degli On.li Gasparini, Casati e Mauri (PD):
"Incontreremo i vertici dell’Enac"

Niente aerotaxi all’aeroporto di Bresso. Presentata oggi, a firma degli onorevoli milanesi del Pd Daniela Gasparini, Ezio Casati e Matteo Mauri, un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo, e in particolare al Ministro dei Trasporti, di intervenire per evitare che all'aeroporto di Bresso possano atterrare e decollare aerotaxi.
“Negli ultimi anni -dichiarano i deputati PD - le città del Nord Milano hanno cercato una convivenza tra la presenza dell'aeroporto di Bresso e l’intera area del Parco Nord, questa intesa venne raggiunta e sancita con la firma al protocollo d'intesa del 2007 in cui Ministero dei Trasporti, Regione Lombardia, Provincia di Milano, il Consorzio Parco Nord e i comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano si impegnavano a ad “assicurare i necessari livelli di sicurezza dell'aeroporto strettamente connessi e funzionali al traffico attuale escludendo opere o interventi che” configurassero “un potenziamento delle capacità di traffico” (art. 2 dell’intesa)”.
“Il fatto che – a partire dal 1 luglio - sarebbe possibile l'atterraggio e il decollo di aerotaxi mette in discussione quell’importante patto a tutela delle città e dei cittadini del Parco Nord di Milano. La convivenza della struttura aeroportuale di Bresso con un territorio così popolato e urbanizzato è strettamente legata ad un uso della pista coerente e sicuro. La sua collocazione – adiacente al centro abitato – comporterebbe gravi rischi per la popolazione. Senza dimenticare i problemi ambientali e acustici che un aumento del traffico aereo comporterebbe”.
"Con questa interrogazione, coerente con le prese di posizione degli amministratori ed in particolare del sindaco di Bresso, chiediamo al Ministro di far rispettare l'accordo del 2007 e di prevedere "norme speciali" per l'aeroporto di Bresso. Per evitare, così come sta ancora accadendo, che periodicamente i cittadini siano allarmati a fronte di notizie come quella confermata dal Presidente dell'Aeroclub di Bresso. La prossima settimana incontreremo i vertici di Enac per comprendere quali soluzioni attuare”.

Milano, 30 giugno 2016

On.le Daniela Gasparini - On.le Ezio Casati - On.le Matteo Mauri

Aree 167, dal diritto di superficie alla proprietà

Lo scorso mercoledì 28 ottobre sono intervenuto alla Camera sul tema del passaggio dal diritto di superficie al diritto di proprietà nell'edilizia popolare convenzionata. La normativa prevedeva una scontistica del 60% sul valore venale; con la legge di Stabilità 2014 s'introduceva la facoltà dei comuni di incrementare la riduzione con un'ulteriore taglio del 50%.

Ma diverse interpretazioni delle Corti dei Conti hanno dato adito, in diversi comuni e regioni italiane, ad interpretazioni errate o restrittive per i cittadini che intendono convertire le superfici degli immobili in proprietà. Il senso del mio breve intervento in Aula, alla fine della seduta n° 152, è la richiesta di chierimenti al Governo e il ripristino dell'originaria e corretta interpretazione della norma. Su questo importante tema, che seguirò fino in fondo, ho già interpellato il Governo nella figura del sottosegretario Pierpaolo Baretta. (Roma, 30 ottobre 2015)  Il mio intervento video

Commercio Equo-solidale, verso la legge

Questa settimana la Camera dei Deputati ha approvato a larghissima maggioranza (282 voti a favore e solo 4 contrari) la legge "Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale". Si tratta di un provvedimento importante che mira a definire e sostenere, dopo un'attesa decennale, un settore commerciale che ha una visione globale e giusta dello sviluppo. Leggi e scarica l'approfondimento

La legge, la prima nazionale per questa materia, riconosce il significato e l'impegno di tantissime organizzazioni che promuovono la crescita equilibrata - senza sfruttamento - dei paesi del sud del mondo. I pilastri della legge sono: promozione, riorganizzazione, controllo e sanzione degli abusi. Il testo, 17 articoli, dà una definizione precisa su cosa è il commercio equo e chi sono i soggetti abilitati a gestirlo. Si prevede poi la costituzione, con 1 milione di euro per il 2016, di un fondo nazionale per finanziare, tra le altre, iniziative culturali e di formazione nelle scuole, per coprire in parte gli oneri per il personale delle botteghe e per sostenere quelle mense scolastiche o enti pubblici che utilizzeranno prodotti dell'equo solidale. (Roma, 5 marzo 2016)

Dopo di Noi, la Camera approva la legge

Lo scorso 4 febbraio, dopo un lungo e proficuo lavoro di sintesi in Commissione Affari Sociali, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sul "Dopo di Noi". Si tratta di un testo votato a larga maggioranza che ha come obiettivo fondamentale l'estensione dei diritti e delle tutele delle persone con disabilità gravi. La legge mira a definire il futuro assistenziale, medico-generale del disabile quando, venuti a mancare i familiari, si troverebbe solo ad affrontare la vita. Pensare al "Dopo di Noi", inteso come tutela, copertura e miglioramento della qualità della vita del proprio familiare disabile diventa, per tante famiglie italiane (oltre due milioni) una priorità. Un'esigenza sociale e umana alla quale come legislatori non potevamo sottrarci. Ed io mi sento orgoglioso come parlamentare e come cittadino di aver dato il mio contributo per questa legge innovativa, coraggiosa e di civiltà.

Queste famiglie e questi cittadini, infatti, svantaggiati in termini di disabilità e malattia, hanno pari dignità costituzionale e le istituzioni e le comunità le devono tutelare, sostenere e aiutare. Per questi motivi ho sostenuto e lavorato con convinzione alla realizzazione della proposta di legge sul "Dopo di Noi" (scarica il dossier di approfondimento).

Mi sia permesso un commento sul voto: il testo, ora al vaglio del Senato, è passato con 374 voti favorevoli, 11 astenuti (Alternativa Libera) e 75 voti contrari, tutti espressi dai deputati del M5s. La legge presentata, dietro alla quale c'è stato un grande lavoro di sintesi che recepisce le tante esigenze delle famiglie, delle onlus e del volontariato, non scende a compromessi e mira a costuire per i disabili un orizzonte ampio, strutturato sulla continuità relazionale e assistenziale. Ecco perchè non si comprende il voto negativo dei Grillini, troppo spesso dediti a confutare e denigrare il lavoro del Partito Democratico, piuttosto che sostenere i progetti di legge che realizzano miglioramenti e servizi sostanziali per le famiglie e i cittadini italiani.

Entrando nel dettaglio della legge  segnalo:

-la progressiva presa in carico del disabile grave "durante la vita dei genitori", per non rendere il "dopo di noi" traumatico;

-l' attivazione e il potenziamento di programmi ed interventi volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione, e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare. L'obiettivo è sempre: migliorare la qualità di vita di ogni persona con disabilità;

-definizione, da parte dello Stato, dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e degli obiettivi di servizio. Le competenze sui servizi sono di esclusiva competenza regionale;

-istituzione di un Fondo per le persone con disabilità grave (da ripartire fra le regioni) dotato di: 90 milioni di euro per il 2016, 38 milioni per il 2017, 56 milioni di euro dal 2018 in avanti;

-aumento della detraibilità delle spese assicurative del disabile dai 530 euro annui a 750 euro;

-agevolazioni per l'istituzione di trust giuridici a tutela e in difesa del patrimonio del disabile grave.

Dopo di Noi, tutele-diritti ai disabili gravi

Lo scorso 4 febbraio, dopo un lungo e proficuo lavoro di sintesi in Commissione Affari Sociali, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sul "Dopo di Noi". Si tratta di un testo votato a larga maggioranza che ha come obiettivo fondamentale l'estensione dei diritti e delle tutele delle persone con disabilità gravi. La legge mira a definire il futuro assistenziale, medico-generale del disabile quando, venuti a mancare i familiari, si troverebbe solo ad affrontare la vita.

Pensare al "Dopo di Noi", inteso come tutela, copertura e miglioramento della qualità della vita del proprio familiare disabile diventa, per tante famiglie italiane (oltre due milioni) una priorità. Un'esigenza sociale e umana alla quale come legislatori non potevamo sottrarci. Ed io mi sento orgoglioso come parlamentare e come cittadino di aver dato il mio contributo per questa legge innovativa, coraggiosa e di civiltà. Queste famiglie e questi cittadini, infatti, svantaggiati in termini di disabilità e malattia, hanno pari dignità costituzionale e le istituzioni e le comunità le devono tutelare, sostenere e aiutare. Per questi motivi ho sostenuto e lavorato con convinzione alla realizzazione della proposta di legge sul "Dopo di Noi". (Roma, 12 febbraio 2016)

Dopo Nizza, solidali coi fratelli francesi. Uniti come europei.

La strage di Nizza, ennesimo e drammatico atto del terrorismo jihadista, colpisce tutti noi Europei, non solo la Francia. Colpiti nei nostri valori, nei nostri ideali di libertà, eguaglianza, democrazia e integrazione, dobbiamo reagire senza rinunciare alla nostra cultura e al nostro sistema di vita.

Si tratta di un folle atto che rischia di dividerci tra favorevoli e contrari all'accoglienza mentre tutti noi europei dobbiamo restare uniti e condannare questa ferocia. Insieme dobbiamo chiedere maggiore vigilanza, maggiore intelligence e prevenzione europea, e chiedere alle autorità islamiche di fare di più. Non è sufficiente condannare, bisogna isolare e denunciare i radicalizzati!

Dobbiamo stare uniti e lavorare insieme come Europa unita. Anche il fallito golpe in Turchia, che ha messo in fibrillazione una nazione importante dell'alleanza Nato, richiama le nazioni UE ad una linea comune ed alla prospettiva dell'integrazione. L'Europa però deve chiedere al presidente Erdogan il pieno rispetto della democrazia, che si concretizza nella libertà per le opposizioni politiche e nella libertà di stampa. In questo senso le migliaia di arresti e la volontà di ripristinare la pena di morte non sembrano, per la Turchia, una buona ripartenza.

Sono giorni tristi anche per il terribile incidente ferroviario della Puglia. Esaminate con perizia le cause tecniche del disastro, la magistratura dovrà dare delle risposte sulle responsabilità dell'errore umano. Resta da comprendere, infine, come mai questa linea ferroviaria locale non abbia attivato i finanziamenti per la realizzazione del doppio binario. Mi preme ricordare che il Governo, in materia di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie, negli ultimi due anni, ha stanziato 16 miliardi provenienti da risorse proprie e da finanziamenti europei Cef (Connecting Europe facilities).

Occorre accelerare il processo di modernizzazione e di sicurezza delle nostre linee ferroviarie, tenendo presente che non sempre è necessario raddoppiare le tratte ma è indispensabile, sempre, garantire la massima sicurezza del servizio con le tecnologie adeguate. Grazie alla modifica del codice degli appalti si renderanno più sicure le gare d'appalto e, riducendo i tempi, i finanziamenti per gli ammodernamenti strutturali delle nostre ferrovie potranno giungere a completamento. (Roma, 18 luglio 2016)

Magistratura onoraria, approvata la riforma

La riforma della giustizia, in Italia, è un tema sensibile. Non occupandomi delle sterili polemiche e non volendo commentare quell'annosa "diatriba" che negli anni ha assunto, talvolta e purtroppo, i toni dello scontro fra politica e magistrati, desidero invece informarvi sulla riforma della Magistratura onoraria recentemente approvata in via definitiva dalla Camera.

Con 214 voti a favore e 108 contrari abbiamo dato il via libera alla Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace. Si tratta, per sommi capi, di una legge che configura uno Statuto unico del giudice onorario, l'ampliamento delle competenze, il riordino di ruoli e funzioni dei giudici onorari. Con questa riforma si intende alleviare i pesanti carichi di lavoro della giustizia ordinaria, soffocata spesso da lentezze procedurali abnormi, lunghezza dei processi e tempi lunghissimi per la stesura delle sentenze. Con questo non si risolvono di colpo i tanti problemi che affligono l'amministrazione della giustizia in Italia ma si fornisce un valido aiuto ai cittadini, alle imprese e alle famiglie che chiedono, ogni giorno, una giustizia efficace in tempi giusti. Ecco le principali novità introdotte. Per una lettura completa vi allego un dossier di approfondimento.

UNIFICAZIONE MAGISTRATI ONORARI. Nasce il Giudice onorario di Pace (Gop).

ACCESSO – Novità anche in merito all’accesso: per la nomina basterà la sola laurea in giurisprudenza, ma stop all’ingresso di chi è già in pensione.

INCARICHI PIÙ BREVI – La durata dell’incarico è stabilita in quattro anni, rinnovabile per una sola volta (per chi è già in servizio il limite massimo resta quello di quattro quadrienni).

RIORGANIZZAZIONE UFFICIO – L’ufficio del Gop perde l’attuale autonomia funzionale e organizzativa, sarà infatti il presidente del tribunale a coordinarlo provvedendo alla gestione del personale di magistratura e amministrativo.

AMPLIAMENTO COMPETENZE – Aumentano le competenze dei giudici onorari. Sul fronte civile, al Gop saranno attribuite le cause condominiali, i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose in possesso di terzi (con l’obbligo però di seguire le direttive di un giudice togato) e i procedimenti meno complessi in materia di successioni e comunione. La competenza per valore viene estesa fino a 30 mila euro e per gli incidenti stradali fino a 50 mila euro. Il giudice di pace avrà poi la possibilità di decidere secondo equità tutte le cause di valore fino a 2.500 euro. Sul piano della competenza penale, saranno attribuite nuove fattispecie di reato quali minaccia (salvo vi siano aggravanti) e furto perseguibile a querela, abbandono di animali e contravvenzioni riguardanti animali o specie vegetali protette, commercio e vendita di fitofarmaci e rifiuto di fornire le generalità alle forze dell’ordine.

GIUDICI ONORARI NEI COLLEGI GIUDICANTI – I giudici onorari dopo due anni di incarico, in casi eccezionali e contingenti e in presenza di specifici presupposti (scoperture di organico) potranno essere componenti dei collegi giudicanti civili e penali.  (Roma, 7 maggio 2016)

Mutui sulla casa, chiarezza contro le strumentalità

Nelle scorse settimane la vicenda dei mutui sulla casa è stata più voltre strumentalizzata, in particolare dagli esponenti del Mov5S. Su questo importante tema occorre dare ai cittadini e alle famiglie degli elementi di informazione e chiarezza. Si deve informare adeguatamente e senza usare l'argomento, come troppo spesso accade, per attaccare il partito avversario o per fare una facile e demagogica propaganda elettorale.

Pochi ed essenziali punti per fare chiarezza:

a) Nel 2014 il Parlamento europeo approva una direttiva che si pone l’obiettivo di aumentare il livello di protezione del consumatore;
b) Il Governo italiano recepisce la direttiva Ue con uno schema di decreto;
c) Il Gruppo Pd in Commissione Finanze, già la scorsa settimana, predispone una bozza di parere a tutela del consumatore che prevede un’estensione delle garanzie. Un parere che non si è potuto presentare a causa della gazzarra inscenata dal M5S.
La nuova normativa sull’inadempimento non si applica ai contratti già in essere neanche in caso di surroga e offre al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino, obbligando la banca ad una maggiore trasparenza. Inoltre:

1) La clausola di inadempimento è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla;
2) E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate;
3) In caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore;
4) Viene confermato il divieto al “patto commissorio” (art. 2744 cc);
5) Viene disciplinato per legge il cosiddetto “patto marciano”, già riconosciuto dalla giurisprudenza: la banca può cioè trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza;
6) In ogni caso, il trasferimento del bene immobile alla banca, a seguito dell’inadempimento, comporta l’estinzione del debito anche se il valore dell’immobile è inferiore a quello del debito residuo;
7) Si evita così la procedura giudiziaria, con conseguenti risparmi di spesa per il cittadino, e il deprezzamento del bene immobile;
8) La valutazione della casa, successivamente all’inadempimento, deve essere effettuata da un perito indipendente nominato dal tribunale;
9) Il consumatore deve essere assistito da un esperto di sua fiducia;
10) Su tutta la procedura vigila la Banca d’Italia.

(Roma, 11 marzo 2016)

Nord Milano, a Cinisello per discutere di Riforma costituzionale

Sabato 19 marzo, a Cinisello Balsamo, l'on.le Daniela Gasparini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luciano Pizzetti ed io discuteremo - con tutti i circoli Pd del Nord Milano - di riforma costituzionale. Il referendum confermativo del prossimo ottobre 2016 sarà il traguardo per fare conoscere e comprendere il nuovo assetto istituzionale che l'Italia si è data. 

on.le pizzetti

L'iniziativa, che si terrà alle ore 9,30 presso la Cooperativa Agricola, sarà coordinata dal responsabile Pd della Zona Nord Andrea Ronchi. Si tratta del primo incontro pubblico - di una lunga serie -promossa da noi deputati del Nord Milano in collaborazione con l'area omogenea Metropolitana ed i circoli Pd.

(Milano, 8 marzo 2016)

In allegato l'invito per il primo incontro a Cinisello Balsamo.

Reato di omicidio stradale, la Camera approva

La Camera dei Deputati, recentemente, ha approvato la nuova norma che introduce il reato di omicidio stradale. Le migliaia di vittime causate, sulle strade italiane ogni anno, da guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti hanno evidenziato l'inadeguatezza delle attuali norme penali vigenti. Oggi chi causa incidenti mortali con guida impropria e pericolosa viene giudicato sulla base di un'aggravante dell'omicidio colposo (art. 589 del codice penale). Dai 2 ai 7 anni di reclusione che diventano 3-7 anni se il conducente era ubriaco o sotto l'effetto di droghe o sostanze psicotrope.

La Camera dei Deputati introduce invece i nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. L’omicidio stradale colposo diventa quindi reato a sé, graduato su tre varianti:

1. quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada, resta la pena già prevista oggi: da 2 a 7 anni di reclusione;

2. la sanzione penale sale (reclusione da 5 a 10 anni) per l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio);

3. la sanzione sale ancor di più per chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 g/l, o sotto effetto di droghe: rischia ora infatti da 8 a 12 anni di carcere. Il testo è attualmente al vaglio del Senato per la terza lettura. (Roma 31 ottobre 2015)

Riforma del processo civile, ok alla delega

In questi giorni la Camera dei Deputati ha approvato, in prima battuta, la legge delega al Governo sulla riforma del processo civile. Si tratta di un provvedimento, seguito da me con particolare attenzione in quanto sono stato il relatore del testo all'interno della mia Commissione, che cerca di affrontare l'endemica e assurda lentezza del processo civile. Cause che durano anni, farraginosità delle procedure, tribunali intasati, una miriade di problemi che in Italia conosciamo da anni e che non fanno bene al nostro sistema giuridico e soprattutto ai cittadini e alle imprese. Leggi e scarica il dossier sulla Legge delega

Il testo della riforma, che mira a dare al processo civile una struttura più organica, sarà di immediata applicazione in quanto direttamente collegata alla prossima Manovra finanziaria. Di rilievo, fra i tanti elementi introdotti, l'abrogazione del cosidetto "rito Fornero" per i licenziamenti illegittimi, la modifica parziale del procedimento di esecuzione forzata ed in generale una diversa programmazione degli uffici giudiziari. L'obiettivo della riforma sarà, si auspica, lo smaltimento dell'arretrato dei procedimenti civili. Nel solo anno 2010 giacevano nei tribunali oltre 6 milioni di cause, nel 2016 si auspica di scendere a 4 milioni. (Roma. 12 marzo 2016)